L’ufficialità è arrivata quasi silenziosa a conferma di una volontà bipartisan di tutti i gruppi consiliari, ormai nota ed evidente da tempo, di rinviare di cinque mesi le elezioni regionali Abruzzesi.
Si voterà il 25 Maggio 2014 insieme alle amministrative e alle Europee ma, a questo punto, giusto sarebbe far esprimere il corpo elettorale anche per le Province in considerazione che l’attuale parlamento è palesemente delegittimato e fatto solo ed esclusivamente di “nominati”, in virtù della recente sentenza della Corte Costituzionale sul porcellum, e perché non si può mortificare la democrazia rappresentativa ed il dinamismo dei territori sino a quando non si compiranno quelle riforme Costituzionali che debbono essere fatte complessivamente e non solo parzialmente.
Le ragioni del rinvio sono note: la stagionalità del voto che, cadendo ad autunno inoltrato, potrebbe limitare la partecipazione al voto di molti elettori soprattutto nelle aree interne.
E’ una giustificazione incredibile ed assolutamente risibile perché, il 15 ed il 16 Dicembre del 2008, si votò e la stagionalità non parve un limite anche se si recarono alle urne meno del 50% degli aventi diritto!!!
La verità vera è che cinque mesi di lauti stipendi e privilegi in più non dispiace a nessuno anche in considerazione del fatto che, diversi di quelli che adesso siedono nel Consiglio regionale d’Abruzzo, ben difficilmente ci torneranno sia perché la concorrenza è aumentata ed è agguerrita che per il fatto che il numero dei consiglieri scenderà da 45 a 31.
Lecito sarebbe sapere cosa il governo e il consiglio regionale abbiano intenzione di produrre in questi ulteriori sei mesi di attività.
E’ una risposta che Chiodi e Pagano debbono a tutti gli Abruzzesi.
Non vorremmo fossero mesi spesi sul nulla o condensati solo di spesa facile e clientelare che non porta alcunché agli Abruzzesi ed al territorio; neanche possiamo credere che, in questi sei mesi, si realizzano attività e risultati non portati a compimento in cinque anni votati solo ai facili annunci e poca sostanza concreta e consequenziale.
L’unico dato certo che emerge è che si è sospesa la democrazia ed il diritto dei cittadini Abruzzesi di potersi dare un nuovo consiglio e governo regionale che rispondesse alla loro reale volontà senza allungare questa morente legislatura votata ormai all’immobilismo ed all’inconcludenza.
Camillo D'Amico - Capogruppo PD Provincia di Chieti
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